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Il progetto “The Snob Side”

Il progetto è ambizioso. “Sennò che gusto c’è?”.
Conosco molti artisti che nessuno vede, che in troppi non ne conoscono l’esistenza, quando meriterebbero visibilità, notorietà, e perché no, lauti guadagni.
Ho deciso di coinvolgerli chiedendo loro di farmi una linea di t-shirt. Poche grafiche, dobbiamo testare la situazione, prima di tutto.
Trattare con gli artisti è la parte più affascinante e coinvolgente.
Vivono tutti in mondi paralleli, o in questo mondo, ma in altri Lati.
Artista non è solo chi produce l’opera soggetto della t-shirt, ma è anche chi la stampa. La mia, non è una produzione industriale, ma artigianale, e seguo personalmente ogni passaggio.

Il progetto procede a step. Ho una serie di obiettivi da raggiungere, tipo la consegna gratuita per tutti i prodotti ovunque nel mondo.
Ma per permettermi questo devo vendere molto, così da poter abbassare i costi di produzione e includere il trasporto nel prezzo delle t-shirt.
Ci sarebbe un’altra strada. Trovare un investitore, uno sponsor che creda nel progetto che sto consolidando e che investa su di me. Cioè, che paghi in cambio di qualcosa, per dirla correttamente.
Ora non ho sponsor, e se devo essere sincero, andarli a cercare è la parte più pallosa dell’intera operazione.

Altro step del progetto è legato all’ecologia. Utilizzare, per tutto, solo componenti che rispettino l’ambiente e le persone.
Dal packaging totalmente eco, alle t-shirt. Se il giro si ingrandirà, l’investimento che farò sarà assumere delle sarte e far fare a loro le t-shirt, così sono sicuro che chi lavora ai miei prodotti è maggiorenne, trattato con rispetto e secondo il contratto lavorativo “umano” italiano.
Non sono assetato di soldi. Prima del guadagno c’è una questione morale da considerare, ed è legata al rispetto dell’ambiente e delle persone. E nel mondo della moda, questi sono parametri “alieni”.
Non vado oltre, chi vuol capire ha già capito di cosa parlo. E cosa mi fa schifo.

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